Icone curvy di oggi e di Ieri: lo stile, l’impegno e i successi di Elisa d’Ospina

Icone curvy di oggi e di Ieri: lo stile, l’impegno e i successi di Elisa d’Ospina

Iniziamo una serie di ritratti di donne famose per la loro prorompente fisicità, che hanno caratterizzato moda, cinema, tv, teatro e costume sia in Italia che all’estero.

Il Belpaese ha le sue glorie curvy e abbiamo scelto di iniziare raccontando un giovane simbolo della rivoluzione culturale intorno all’accettazione positiva delle forme femminili nella moda.

Le amiche curvy appassionate di programmi pomeridiani conoscono certamente il contenitore televisivo di Raidue Detto Fatto, condotto per molto tempo da Caterina Balivo ed ora in mano a Bianca Guaccero, Un momento della trasmissione decisamente atteso è quello con la tutor di moda curvy Elisa D’Ospina, che risponde alle domande delle telespettatrici su stile, moda, make up. qualche settimana fa Elisa ha indossato in trasmissione pantaloni palazzo con stampe in color verde ottanio (lookbok) e domenica 20 ottobre ha indossato un abito sopra il ginocchio con stampe animalier (lookbok) per uno scatto sul suo profilo instagram E’ la preferenza di Elisa per Lizalù che chi ha dato lo sunto per raccontare lo stile di questa bellissima trentaseienne originaria di Vicenza, centottanta centimetri di simpatia su cui sono distribuite curve morbide e femminili, che ogni pomeriggio dialoga a tu per tu con le donne che vestono dalla taglia 44 in poi.

Ma chi è Elisa D’Ospina? Come ha iniziato la sua carriera, a cosa si deve la sua crescente popolarità e che stile di vita e moda propone sulle pagine dei giornali, nelle sfilate, sui suoi profili social, negli spot e nelle parole del suo libro “una vita tutta curvy”? Portando orgogliosamente in passerella la sua taglia 48, Elisa ha dimostrato che la bellezza non risponde a un unico canone.

In sintonia con la "rivoluzione curvy" ha creduto in un nuovo modo di intendere la femminilità e vivere in tutta libertà e serenità il proprio corpo. La sua prima esperienza nel mondo della moda è iniziata a 15 anni, ad una selezione di volti nuovi per la tv e la pubblicità, dove le hanno detto “Se vuoi entrare in questo mondo devi dimagrire almeno 30 kili altrimenti puoi solo andare a pulire i bagni”.

Marina Ferrari, Valentina Fogliani, Elisa D’Ospina, Mjriam Bon, Eleonora Finazzer e Aija Barzdina insieme al fotografo Luca Patrone per la campagna “I am not a fashion victim”

Marina Ferrari, Valentina Fogliani, Elisa D’Ospina, Mjriam Bon, Eleonora Finazzer e Aija Barzdina insieme al fotografo Luca Patrone per la campagna “I am not a fashion victim”

Elisa non ci ha creduto, e con impegno e fiducia in sé stessa ha saputo crearsi un nome nella moda e le passerelle senza tralasciare lo studio, laureandosi in scienze della comunicazione, a dimostrazione che si può decidere di avere un atteggiamento positivo, realizzare progetti e costruirsi un percorso nella vita anche se nella tua infanzia tanti ti hanno fatto credere che eri diversa. “Ero piccola e mi dicevano che avevo le gambe troppo grosse” ha raccontato in una celebre intervista a Vanity Fair di qualche anno fa e prosegue “Potete capirmi: alle medie ero già formosa e alta ben un metro e 78. Ovviamente, tutti mi scambiavano per una più grande. Il che non piaceva per nulla.

La svolta è avvenuta in prima superiore, quando sono diventata una calamita per gli uomini. È stato allora che ho iniziato a capire che la mia fisicità non era una croce, bensì una risorsa” Le sue foto private, quelle che posta sul suo seguitissimo profilo instagram, raccontano di una ragazza che adora i tacchi alti, le linee morbide, i vestiti monocolore con scolli irregolari, spacchi laterali che scivolano dolcemente sui fianchi, ma non disdegna lo stile boho chic, con gonne ampie fantasie floreali non invasive e un uso del nero che non stanca mai.

Anche gli outfit da lei pensati per le ragazze curvy che intervengono in TV provano sempre a non indulgere troppo sul nero o sul blu, “che sono una manna dal cielo ma non sono gli unici colori che noi donne formose possiamo portare” come spesso spiega alle persone che le chiedono consigli ed intervengono dal pubblico in trasmissione. Bluse colorate, tagli con piccole fantasie e accostamenti con altre tonalità, più attenzione al make up e scelta strategica delle scarpe sono i punti di forza delle scelte di stile di Elisa.

Da anni porta avanti una battaglia contro l’anoressia e il bullismo, e grazie al suo impegno nel 2009 è stata nominata dal Ministero della Salute come testimonial per La tre giorni della salute, a riprova del fatto che il benessere può avere molte forme, e che non bisogna colpevolizzarsi se non si rientra nei modelli di bellezza della pubblicità.

Ambasciatrice del #bodypositive Elisa D'Ospina nel 2014 insieme ad altre 5 modelle curvy e per Onas onlus ha ideato il progetto "Curvy Can", una campagna internazionale di sensibilizzazione contro i disturbi alimentari.

Per realizzarlo hanno allora deciso di posare senza veli, al grido di "I'm not a fashion victim", per il fotografo milanese Luca Patrone. Sia per il lancio di quella campagna 5 anni fa che più recentemente Elisa ha raccontato a Huffington Post che spesso le è stato chiesto di dimagrire per lavorare. “Ho risposto che non avrei mai rinunciato a un centimetro di me stessa per lavorare. Se un medico me lo dicesse per una questione di salute è un discorso, ma per compiacere ad altri no”.